di Marco Zaccaria - 23/03/2009
Dopo mesi di incremento incontrollato del debito di Stato Usa, il ministro delle finanze cinese si è finalmente reso conto del rischio di detenere oltre 1,5 trilioni di dollari di T-Bills americani nelle proprie riserve valutarie. Certo, non si può dire che tale presa di coscienza sia stata tempestiva, ma meglio tardi che mai… per i cinesi!
Per gli Stati uniti la decisione dei cinesi di diminuire nel tempo l’esposizione in dollari delle proprie riserve potrebbe rivelarsi il colpo di grazia capace di affossare quella che è oggi l’ex potenza numero 1 del pianeta. Se i cinesi iniziano a vendere T-bills, il mercato dei titoli di stato Usa potrebbe collassare in pochissimo tempo. La Fed infatti continua ad acquistare titoli a lungo termine per far si che i tassi nel medio periodo non vadano ad impennarsi rendendo il debito pubblico americano troppo oneroso tentando, a parer mio invano, di cadere nel prossimo futuro in default; se la banca centrale dovesse intervenire per comprare anche titoli a più breve scadenza, beh… ci vorrebbe un mago per materializzare somme di denaro di tale portata anche perché ormai negli Usa rischiano di rimanere senza alberi visto il quantitativo di carta che stanno stampando!
Tuttavia, in uno scenario come quello odierno alcuni assets continuano a comportarsi molto bene: in particolare il mio grande amico oro che vale sempre oltre i 950 $ l’oncia! Se il dollaro dovesse ricominciare a cadere con la velocità di inizio 2008, i mille dollari sarebbero per l’oro una resistenza assai facile da abbattere anche perché le nuove super potenze mondiali (come la Cina) continuano a possederne pochissimo (ma vogliono comprarne).
Voglio riportarvi i grafici delle due più importanti valute del mondo: il dollaro e l’Euro.

Mentre il dollaro appare molto debole dopo aver costruito un doppio massimo, l’Euro appare molto forte dopo aver realizzato un doppio minimo a quota 1,25. Sopra la soglia di 1,3150 l’euro è molto, molto forte sul dollaro. E ciò è bene per l’oro e per i mercati azionari che potrebbero continuare nel loro rimbalzo, almeno per un po’. Le azioni delle imprese minerarie appaiono quindi una ghiotta opportunità di investimento (e secondo il sottoscritto dovrebbero continuare ad esserlo per gli anni a venire).
Quando una banca centrale è costretta ad emettere debito per comprare il proprio stesso debito per evitare che crolli l’intera economia costruita sul nulla e che è durata oltre 25 anni, vuol dire che quel Paese è proprio alla frutta.
Il mio consiglio? State lontani dai dollari, tenetevi stretto il vostro oro e se volete comprare azioni comprate un fondo come il Carmignac Patrimoine che vi permette di investire in imprese aurifere eccellenti oltre che in oro e titoli di stato robusti.
Non fidatevi dei titoli di Stato italiani. La situazione si sta aggravando ogni giorno e il nostro Paese, come molti altri, non sarà in grado di rimborsare il 100% del debito cumulato in tutti questi decenni di errata gestione delle finanze. In questi casi è meglio abbandonare la nave prima che affondi, perché poi è troppo tardi. E non ci saranno scialuppe di salvataggio per tutti.