di Gaetano Evangelista - 07/10/2010
Il recente rafforzamento della divisa comune deve aver convinto le autorità di Francoforte ad essere meno ortodosse nella politica di espansione dell'offerta di moneta. L'aggregato più ampio ("M3") è salito dello 0.9% ad agosto, rispetto alla crescita piatta (+0.07%) del mese precedente. Negli ultimi tre mesi M3 è cresciuta dell'1.44%; un dato corrispondente al +5.9% annualizzato.
Euro area: M3 (in alto) e (in basso) variazione a uno (rosa), tre (arancio), sei (rosso) e dodici mesi (marrone).Incoraggiante, ma la crescita della moneta nell'area Euro rimane bassa; sia in termini assoluti, sia in confronto al comportamento posto in essere dalle banche centrali di Stati Uniti, Regno Unito, Svizzera e ora Giappone, che stanno promuovendo politiche espansive della moneta che fra le altre cose indeboliscono il cambio e pertanto stimolano la crescita per vie esterne (maggiori esportazioni).
Negli ultimi sei mesi M3 nell'area Euro è cresciuta del 2.2%; appena dell'1.0% negli ultimi dodici mesi. Evidente il deficit rispetto alla crescita della massa monetaria nell'accezione più ampia fatta registrare prima degli ultimi dodici mesi. In effetti una crescita annuale nominale dell'1% non è mai stata fatta registrare perlomeno dal 1989 ad oggi, mentre una variazione semestrale così contenuta negli ultimi vent'anni è stata registrata soltanto nel 2000, poco prima di una recessione.
Conclusione: la Banca Centrale Europea deve ancora fare diversi sforzi per fornire sufficiente liquidità all'economia.