di Gaetano Evangelista - 07/01/2011
La Banca Centrale Europea continua ad attuare una politica monetaria relativamente restrittiva. L'acquisto di titoli di Stato dei paesi periferici dell'area Euro viene "sterilizzato"; senza creazione effettiva di moneta. La prova evidente è offerta dall'andamento dei principali aggregati monetari: nel mese di novembre (ultimo dato disponibile) M1 è scesa dello 0.1%, mentre risulta in calo addirittura del 1.1% negli ultimi tre mesi. Una contrazione di M1 così pronunciata nell'arco di tre mesi non è mai stata registrata perlomeno dal 1980 ad oggi.
M1: variazione a uno (rosa), tre (arancio), sei (rosso) e dodici mesi (marrone).Nei sei mesi terminati a novembre, la crescita di M1 ha frenato ulteriormente al +0.8%, mentre la variazione annuale si attesta al livello più basso dalla fine del 2008.
Anche gli altri aggregati monetari fanno registrare una crescita appena sufficiente a lubrificare il sistema economico in funzione della sua dinamica annuale. M2 e M3 risultano piatte negli ultimi tre mesi.
Ad appesantire gli effetti deflazionistici della riluttanza della BCE ad espandere la quantità di moneta, ci pensa il moltiplicatore (M3/M1): sceso da 2.4 a fine 2008 a 2.0 ad agosto 2010, fa ancora fatica a risollevarsi. Ciò indica che la moneta creata comunque fa fatica a trasformarsi in credito.
