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Macro > Europa
Trichet sta spingendo l'Europa in recessione
di Gaetano Evangelista - 01/04/2011

La Banca Centrale Europea di Trichet sta adottando una rigida politica monetaria: l'imminente aumento del costo ufficiale del denaro si associa ad un cambio rivalutato, ma soprattutto ad una contrazione dell'offerta di moneta. L'aggregato monetario M1 risultava in crescita del 14% annuo ad agosto 2009; risulta crescita di meno del 3% nei dodici mesi terminati a febbraio. In termini reali, la crescita dell'offerta di moneta nell'ultimo anno è praticamente piatta. Sicuramente inferiore alla crescita reale del PIL nell'area Euro. Una ricetta semplice per la recessione.


Se il rigore monetario di Trichet sarà proseguito anche nel mese appena terminato, sarà inevitabile raggiungere un tasso di crescita annuale del PIL non superiore al 2%. Negli ultimi vent'anni un simile dato è stato toccato altre due volte (2008 e 1995) e sfiorato nel 1992.
Cosa è successo in seguito a questa crescita insufficiente dell'offerta di moneta? dopo l'episodio di giugno-settembre 2008, il PIL dell'area Euro è passato dal +1.25% del Q2 2008 al +0.1% del Q3, per diventare negativo nel Q4 (-2.1%) e soprattutto nell'anno successivo (in sequenza: -5.2%, -4.9%, -4.0% e -2.1%).
Nel 1995 non esisteva un'area Euro sul piano formale. Ma vediamo cosa è successo in media alla crescita trimestrale annualizzata del PIL dei due principali paesi dell'area Euro, Francia e Germania: dopo il dato inferiore al 2% di crescita annua della moneta di marzo 1995, il PIL è cresciuto mediamente dello 0.9% (annualizzato) nel Q2 1995, dello 0.1% nel Q3, è rimasto piatto nel Q4 ed è calato dello 0.1% nel Q1 1996.
A febbraio 1992 la variazione annuale di M1 scendeva a +2.5%, sempre in termini nominali. Nel Q2 1992 la variazione media del PIL di Francia e Germania era pari al -0.5%, nel Q3 era nulla, nel Q4 era ancora pari al -0.5% e nel primo trimestre del 1993 peggiorava al -0.7%.

Abbiamo soltanto tre esempi, di cui uno evidentemente influenzato dalla Grande Recessione esasperata dal fallimento di Lehman Brothers nell'autunno del 2008. Purtuttavia, gli esempi sono fermi nell'evidenziare come una crescita così bassa della moneta anticipi sempre una forte contrazione dell'economia, con un ristagno che si manifesta per un intero anno. In conclusione, l'atteggiamento inutilmente restrittivo del governatore della BCE sta spingendo l'area Euro verso una nuova recessione, che dovrebbe manifestarsi con ogni probabilità a partire dalla seconda metà dell'anno; specie se il paventato aumento dei tassi previsto per la prossima riunione dovesse rivelarsi il primo di una serie.


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