di Gaetano Evangelista - 20/05/2011
Chi segue l'andamento delle variabili macro americane incomincia ad essere nervoso: il CPI headline USA è salito ad aprile oltre la soglia del 3%, alimentato dal rialzo dei generi alimentati e delle fonti di energia. Ma il dato core, al netto di queste variabili, resta freddo. Quali sono le prospettive per l'inflazione per i prossimi mesi?
Bisogna sottolineare ancora una volta come l'enfasi posta sull'inflazione "core" non significa sminuire l'importanza delle componenti escluse dal suo calcolo. E' che i generi alimentati e le fonti di energia vantano prezzi che sono determinati a livello globale, dall'incontro della domanda e dell'offerta mondiale. Per cui una banca centrale ben poco può fare per incidere sulla sua dinamica: se i prezzi del grano aumentano perché le gelate nel nord della Cina riducono il raccolto, la Fed non costringerà l'inflazione "importata" a calare mediante ripetuti aumenti dei tassi di interesse. Al contrario, l'inflazione core è determinata esclusivamente dalla dinamica della domanda e dell'offerta interna, ed è per questo che le banche centrali si soffermano su questo dato per stabilire la propria politica monetaria.
A proposito di inflazione headline e di inflazione core, negli Stati Uniti i due dati hanno conosciuto negli ultimi mesi un andamento assolutamente divergente:

In effetti, mentre il CPI headline è cresciuto dall'1.0% di novembre al 3.1% di aprile, il CPI core è cresciuto soltanto di misura, passando negli ultimi sei mesi dallo 0.65 all'1.34%. Il primo dato è triplicato, mente il secondo è "soltanto" raddoppiato, restando comunque al di sotto della fascia di confort dell'1.5-3.5%.
Soprattutto colpisce il divario relativo: il CPI headline è al momento il doppio del CPI core, come si desume dalla parte superiore del grafico qui in alto. Un simile scollamento è eccezionale, e storicamente estremo: le ultime quattro volta in cui il rapporto headline/core si è spinto così in alto, sono state seguite da un vistoso ridimensionamento dell'inflazione a distanza di dodici mesi, e in tre casi su quattro il CPI headline ha raggiunto un picco lo stesso mese in cui questo estremo è stato raggiunto.
Ciò fa concludere che ci sono consistenti probabilità che il dato dell'inflazione americana di aprile sia il massimo di questo ciclo; e che comunque nella seconda parte dell'anno il CPI punterà verso il basso, convergendo verso il dato core.