di Alvin A. River - 14/07/2011
Stati Uniti ritrovata locomotiva economica mondiale? di sicuro ha stupito tutti l'ISM Index di giugno rilasciato qualche giorno fa, che pone fine al rallentamento congiunturale inziato a febbraio e terminato a maggio. Questo, mentre il PMI cinese rallenta vistosamente e flirta con la soglia dei 50 punti, al di sotto della quale la possibilità di conseguire una crescita annuale del PIL del 9% si farebbe davvero esigua.
Il fatto è che tipicamente, per quanto concerne gli Stati Uniti, un arco di tempo di tre mesi dopo il picco dell'ISM Index è un punto di ricognizione fondamentale. Dal 1950 in poi si contano ben 20 picchi dell'indicatore manifatturiero statunitense, con la performance del mercato azionario che si presenta tipicamente deludente a distanza di tre mesi:

Si noti come solo nel 35% dei casi lo S&P si ritrova in ulteriore crescita tre mesi dopo il picco dell'ISM.
Ma questa percentuale si rovescia a distanza di sei mesi: Wall Street risulta in crescita rispetto alla chiusura del mese che fa registrare il picco congiunturale, in ben 13 casi su 20, con una performance che in linea teorica dovrebbe spingere lo S&P a fine estate verso i 1400 punti.