di Charlie Minter - 15/07/2011
I media – sia la stampa che le televisioni – si affannano nello spiegare perché l’economia appaia così fiacca. Intervistano centinaia di economisti, di esperti finanziari e di membri del governo, che mostrano diecine di complessi grafici nello sforzo di individuare una risposta plausibile. Vi risparmiamo il tempo: è tutto molto semplice, se si adotta una sola misura; vale a dire, il PIL. L’attuale ripresa, successiva ad una grave crisi del credito, è la meno consistente dalla Grande Depressione, e nulla in confronto alla riprese post-belliche. Ora che sono passati due anni dalla fine della recessione, possiamo proporre un confronto fra questa ripresa e la ripresa media degli ultimi sessant’anni:
1) Il secondo trimestre di quest’anno ha concluso l’ottavo trimestre di ripresa. Se la crescita annualizzata si confermerà all’1.5% come si aspetto il consenso, il dato medio per gli otto trimestri si assesterà al 2.7%. Questo dato si confronta con il 5.2% medio storico: una bella differenza.
2) Nei primi otto trimestri delle precedenti riprese (64 trimestri in tutto), solo 17 hanno fatto registrare una crescita annualizzata inferiore al 3%. Nell’attuale espansione 5 trimestri su 8 sono stati di questo tipo. E’ falso dunque affermare che queste pause sono fisiologiche. Bisogna poi ricordare che la crescita media storica del PIL si attesta al 3% annuo: un dato appena sufficiente per riassorbire la disoccupazione.
3) Per ora abbiamo misurato il tasso di crescita dal minimo della recessione. Il confronto sarebbe ancora più deprimente se confrontiamo l’attuale PIL con il picco del precedente ciclo espansivo: se le previsioni per il secondo trimestre saranno confermate, il PIL si assesterà soltanto dell’1% oltre il precedente picco. Nei precedenti otto cicli post-bellici nella peggiore delle ipotesi fummo del 4.6% oltre il picco precedente. Dal momento che molte famiglie misurano il loro progresso alla luce del miglioramento rispetto al passato, non sorprende che le attuali difficoltà dell’economia pesino così tanto sulla nazione.
Come abbiamo detto diverse volte, la crescita economica che segue le grandi crisi del credito sono sempre più lente della media, mentre le ricadute in recessione non sono infrequenti, con i consumatori che smantellano il debito accumulato durante il boom. Ci vorranno ancora diversi anni per ritornare alla normalità.