di Gaetano Evangelista - 01/09/2011
Il sorpasso si è dunque compiuto: il Credit Default Swap della Germania si colloca ora al di sopra di quello del Regno Unito. La rincorsa perdura da tempo. E dire che all'inizio del 2010 il CDS del Regno Unito si attestava a 82 pb, a fronte dei 27 pb di Francoforte. In effetti rispetto ad allora il primo dato risulta essere relativamente stabile; è la misura della rischiosità della Germania ad essere triplicato.

Evidentemente la politica dogmatica della BCE, che ha tagliato drasticamente l'offerta di moneta e aumentato due volte i tassi di interesse, nel timore di improbabili fiammate inflazionistiche (stesso errore del 2008); è stato pagato a caro prezzo anche dalle esportazioni tedesche, oltre che dalle economie dei PIIGS. Risultato: il PIL tedesco è cresciuto di appena lo 0.1% nel secondo trimestre, deteriorando lo stato delle finanze pubbliche di Berlino.
Da questo punto di vista, è evidente il vantaggio del Regno Unito, che può disporre teoricamente di tutti gli strumenti di politica economica: la leva del cambio, la politica fiscale e di bilancio, nonché la libertà di manovra sui tassi di interesse e sull'offerta di moneta.