di Gaetano Evangelista - 14/09/2011

A sorpresa, l'ISM Index continua a mantenersi saldamente oltre l'asticella dei 50 punti, che convenzionalmente separa l'espansione del settore manifatturiero dalla contrazione. L'economia americana è ormai prevalentemente di servizi, per cui non ci sarà recessione se il prossimo dato mensile dovesse scendere sotto i 50 punti. Ma il confronto fra due fondamentali sub-componenti suggerisce diversamente.
Il fatto è che storicamente una recessione negli Stati Uniti è subentrata nel momento in cui il rapporto fra l'ISM Nuovi Ordini e l'ISM Scorte è sceso sotto l'unità; con ciò indicando un livello del primo inferiore al secondo:

L'ISM NO/S è sceso sotto l'unità a gennaio 2001: due mesi dopo è iniziata la recessione. E' andato sotto l'unità a gennaio 2008: la più grande recessione post-bellica era appena iniziata.
Prima degli ultimi due lustri una circostanza del tipo delineato non ha tardato ad essere seguita da una nuova recessione. Anche lo scorso anno, a settembre, l'ISM NO/S è sceso sotto quota 1.00: ma la Federal Reserve stava avviando le presse di stato, che avrebbero comportato l'immissione di liquidità nell'economia. La recessione ("double dip") è stata evitata.
Il rapporto in questione è sceso di nuovo sotto l'unità a giugno, e la release di agosto conferma la prevalenza della componente Scorte rispetto a quella Nuovi Ordini. Andiamo dunque incontro ad una nuova recessione? al momento non vi sono conferme da altri indicatori macroeconomici, ma questo dato fa restare svegli la notte a Washington...