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di Alvin A. River - 13/04/2012
Il mercato sta rispettando le indicazioni di lungo periodo contenute nel 2012 Yearly Outlook, pubblicato a gennaio da AGE Italia (che sponsorizza questo sito). In poche parole, l'aspettativa era quella di un massimo temporaneo a marzo, e di una conseguente fase di consolidamento. Fino a quando durerà questo stallo? e cosa aspettarsi fino alla fine dell'anno? (segue) |
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Wall Street ora affronta la resistenza a 1300 punti
di Bernie Schaeffer* - 18/01/2012
Con la borsa e i titoli di Stato che salgono a braccetto, malgrado evidenze di recessione in Europa e nonostante la raffica di downgrade degli stati sovrani del Vecchio Continente, ci si incomincia a chiedere se non sia in atto un processo di decoupling. L'alternativa è che gli investitori abbiano considerato la mossa di Standard&Poor's come scontata, se non tardiva. Vale la pena di ricordare che dal giorno successivo alla perdita storica della tripla A da parte degli Stati Uniti, lo scorso agosto, lo S&P è salito del 7.5%, mentre i Treasury Bond, impersonificati dall'iShares Trust Barclays 20+ Year Treasury Bond Fund (TLT), sono decollati del 14.5%.
Ad ogni modo, Wall Street è riuscita a salire la scorsa settimana, malgrado vendite al dettaglio inferiori alle attese e i dati sui sussidi di disoccupazione deludenti. L'andamento di mercato può essere considerato positivo, con le azioni che salgono malgrado le notizie negative che affluiscono. E il contesto continua a migliorare per le medie e piccole capitalizzazioni, che guidano ininterrottamente dalla fine di settembre.
Chi sta comprando? con i piccoli investitori che disinvestono dai fondi azionari, sembra invece che istituzionali ed hedge fund stiano accumulando. Questi operatori hanno sospinto il mercato sin dal minimo di marzo 2009, e crescono i segnali che indicano una modalità accumulativa da parte loro, dopo essere stati sottopesati per buona parte della seconda metà dello scorso anno. Tale evidenza emerge dall'esame del mercato delle opzioni, dove le call sul future sul VIX sono strappate di mano rispetto alle put. Ciò suggerisce l'attività di copertura da parte dei gestori di fondi. Inoltre, i gestori comprano più put che call sugli ETF che replicano l'andamento di mercato, e ciò sta spingendo il put/call ratio complessivo verso l'alto: un ulteriore segno di accumulazione.
Lo S&P affronta dunque la resistenza a quota 1300. A questo punto non si può escludere un ripiegamento o comunque una fase di esitazione. Ma il contesto di fondo continua ad apparire favorevole per i tori, tenuto anche conto della montagna di liquidità correntemente parcheggiata, e il potenziale da ricoperture delle posizioni corte tuttora in essere.
* Todd Salamone per Schaefferresearch.com
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