23 febbraio 2012
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Azionario > Pianeta America
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Un altro problema che l’economia americana affronta è la mancata creazione di posti di lavoro. Quando l’occupazione cresce, la gente compra più facilmente abitazioni, mentre quando prevalgono i licenziamenti fioccano i “vendesi”. Questo è un problema strutturale, che però è trattato come se fosse ciclico: ci vorrà diverso tempo per rimpiazzare i posti di lavoro perduti nel settore immobiliare, dopo tutte le case che sono state costruite fra il 2002 e il 2007. Già si fa fatica a riassorbire l’emorragia di posti di lavoro nel settore manifatturiero…
Le scorte di abitazioni, che hanno fortemente ostacolato il recupero del settore immobiliare, sono calate a settembre, ma ciò appare dovuto a fattori temporanei, come quelli che fanno apparire il tasso di disoccupazione in discesa. Con il congelamento delle procedure di pignoramento, la situazione dietro le quinte si sta deteriorando, e presto ne vedremo le conseguenze. Molti potenziali venditori si sono rassegnati, ritirando le abitazioni in vendita dal mercato dal momento che scarseggiano i compratori. Questo eccesso di immobili sarà riassorbito soltanto dopo diversi anni, e questo non farà altro che esasperare il trend deflazionistico su cui puntiamo. Il rapporto fra quotazioni immobiliari e reddito medio delle famiglie non è ancora tornato alla norma. I prezzi sorprenderanno verso il basso, dopo il boom degli anni passati.
E anche quando arrivano buone notizie da questo fronte, non sempre ci si può fidare: la NAR (National Association of Realtors ), quell’organizzazione che una volta prometteva che la bolla del settore non sarebbe mai scoppiata, ha reso noto la scorsa settimana che il ribasso è stato peggiore di quanto riportato inizialmente: hanno stimato un volume di vendite, dal 2007 al 2010, superiore di 3 milioni di unità rispetto al dato effettivo.
Non è questa la sede per affrontare la questione globale, ma se Europa ed Asia continueranno a perdere vigore, le correlazioni faranno avvitare ulteriormente la spirale deflazionistica. I paesi più indebitati, e quelli che si basano principalmente sull’export, faranno il possibile per svalutare le proprie monete, e la corsa alla competitività a tutti i costi non sarà priva di vittime.
Questo rapporto ha cercato di spiegare perché siamo così ribassisti sul mercato azionario. Gli sforzi finalizzati a contenere i contraccolpi della scoppia della bolla tecnologica, e poi di quella immobiliare hanno minato alle fondamenta l’economia americana; questo proprio nel momento in cui abbisogniamo di una forte ripresa economica, e di un freno alla crescita del debito nel settore pubblico e privato.




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